Discussione su “In Rete la libertà non è licenza”
Continuo a considera il sole24ore come uno dei pochi giornali sia online che su carta ancora degni di nota. Lo conferma il fatto che costantemente continuo a trovare articoli che mi fanno riflettere. Quello di oggi mi pone degli interrogativi molto semplici:
- chi è gianni riotta e perchè dovrebbe essere una voce autorevole sull’argomento internet?
- internet deve essere necessariamente regolamentata dal diritto (cosi come inteso oggi) statale? e non vi saranno incongruenze tra quello anglosassone e quello romano?
- perchè pochi si ricordano del più grande strumento della rete, e cioè il feedback?
Gianni Riotta ha messo il dito nella piaga. È vero, Internet è cresciuta, guadagna milioni di nuovi utenti al giorno, s’impadronisce del nostro tempo quotidiano, ma l’adulto non somiglia più al fanciullo che avevamo conosciuto. Ne ha tradito le promesse, forse le ha addirittura rovesciate. Lo spazio di libertà si è convertito in un’anarchia di massa, l’informazione senza veti né censure moltiplica le notizie false, la discussione cede sempre più spesso all’urlo, se non proprio all’insulto. Il caso di Tartaglia – lo squilibrato che ha ferito Berlusconi e ha raccolto 50mila fan tra i navigatori della Rete – non è che l’ultimo episodio. C’è rimedio a questa deriva becera e plebea? C’è una cura per impedire che la libertà degeneri in licenza? Ed è sul vuoto di regole che ricade la responsabilità di tale situazione?
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This entry was posted on mercoledì, gennaio 20th, 2010 at 01:10 and is filed under visti e rimandati. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

